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Zettel presenta: Husserl e la fenomenologia – Roberta De Monticelli

Edmund Husserl nasce a Prossnitz, in Moravia, l’8 aprile del 1859, da una famiglia ebrea della media borghesia. Studia matematica e fisica prima a Lipsia e in seguito all’università di Berlino.

Nel 1884, a Vienna, ha modo di seguire le lezioni di Franz Brentano, grazie al quale si avvicina alla filosofia. Ottiene la libera docenza all’Università di Halle e qui si dedica alla stesura dei suoi primi scritti, che introducono le sue riflessioni sulla fenomenologia.

Nel 1901 è nominato professore a Gottinga, dove rimane per quindici anni. In questo periodo approfondisce i principi della sua filosofia, che espone nell’opera La filosofia come scienza rigorosa e nel primo volume delle Idee per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologica.

L’ultima tappa del suo percorso accademico è Friburgo, dove ricopre la cattedra di filosofia fino al 1928, quando al suo posto subentra l’allievo Martin Heidegger.

Intanto, il suo pensiero si diffonde in Europa, ma l’avvento del nazismo segna per il filosofo l’allontanamento forzato dall’ambiente accademico.

È il 1933, lo stesso anno in cui Heidegger tiene il celebre discorso rettorale che segna la sua adesione al regime. Il padre della fenomenologia è costretto a ritirarsi a vita privata, e si dedica alla stesura della sua ultima opera, La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale, in cui cerca una via d’uscita filosofica dalla decadenza della cultura contemporanea.


Husserl muore a Friburgo il 27 aprile del 1938, lasciando una grande quantità di scritti inediti che verranno pubblicati a partire dal 1950.
 

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