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Antropologia medica: dalla biologia alla cultura

Medicina tradizionale, progresso scientifico e tradizioni culturali possono convivere? Che legami hanno? Che tipo di rapporto c`è tra gli studi antropologici e le discipline mediche? A questi e ad altri interrogativi rispondono antropologi ed etnologi, che hanno affrontato nei loro percorsi di ricerca il tema dell`antropologia medica.
Jean Benoist, antropologo medico, sottolinea come lo sforzo per comprendere in che modo ci si cura nelle diverse società, talvolta ricorrendo anche ai sistemi degli altri, quindi il ‘pluralismo terapeutico’, consenta ad etnologi ed antropologi di comprendere meglio in che misura la salute tocchi l’individuo, la sua vita, la sua morte e quella dei suoi cari. Byron Good, dell’Harvard University studia da anni le differenze tra la biomedicina e le medicine tradizionali. Al suo sguardo di antropologo medico anche la biomedicina risulta essere un prodotto della cultura, dunque di quella scientifica occidentale all’interna della quale è nata.
Piero Coppo, etnopsichiatra definisce l’antropologia una sorta di “orecchio aperto alle specificità culturali”, una disciplina, cioè che ha modificato la base biologica della medicina, introducendo l’attenzione per la cultura. Antonio Guerci, biologo umano sottolinea come ogni uomo che si ammala si collochi all’interno di una visione del mondo di cui bisogna tenere conto per interpretare la sua malattia, i suoi sintomi, il suo rapporto al corpo malato. La voce fuori campo ricorda come alcuni studiosi ritengano che nella nostra epoca dietro alla domanda di salute si nascondano richieste di salvezza. Questa tesi è in accordo con quanto sostenuto da Byron Good, che, con un ulteriore intervento, conclude l’unità.

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