Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Emanuele Severino: Parmenide

Emanuele Severino, ordinario di filosofia teoretica all`Università di Venezia, interrogato da Renato Parascandolo sui motivi che ci spingono ancora oggi a interessarci alla filosofia greca nelle sue forme più antiche, risponde citando, tra i segnali più importanti di questa tendenza, l`attenzione che al pensiero di Parmenide (Elea, Magna Grecia, 510 a.C. c.a. - 450 a.C.) viene prestata da pensatori come Karl Popper (Vienna, 1902 - Londra, 1994). Il filosofo viennese, in un`intervista rilasciata all`Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche, chiama Einstein "Parmenide".

L`analogia si basa sulla concezione einsteiniana per cui gli eventi del mondo stanno tutti come fotogrammi in una bobina: non ci sono non più essere e non ancora essere. Allo stesso modo in Parmenide il non ancora del futuro e il non più del passato sono respinti nel non essere, con una radicale negazione del divenire.

Radicalità che continua a fare di Parmenide un punto di riferimento necessario del pensiero filosofico e che spiega i contrastanti giudizi che hanno dato di lui Platone (Atene, 428/27 a.C. - 348/47 a.C.) e Aristotele (Stagira, Macedonia, 384 a.C. - 322 a.C.).

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo