Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Jean Pierre Vernant: la tragedia greca

L’attualità del senso tragico costituisce il fulcro attorno a cui si sviluppa questa lezione di Jean-Pierre Vernant, grecista e storico delle religioni, sulla tragedia greca. La crisi della modernità, ossia il venir meno della fede nel progresso, nell’idea che l’uomo, servendosi di tecnica e scienza, possa illimitatamente dominare la natura e programmare il suo futuro, l’incrinarsi dei grandi ideali che avrebbero dovuto garantire democrazia e libertà in tutto il mondo, questa crisi comporta un riaffacciarsi della coscienza tragica.
L’uomo espresso dalla tragedia greca è infatti “l’uomo enigmatico”, l’uomo che esita tra due vie e poi si accorge di aver scelto una via diversa da quella del bene; è l’uomo che si sente trascinato da un flusso che lo trascende, percependo che le sue azioni non emanano totalmente da lui, dalla sua volontà.
L’invito a riscoprire la tragedia greca, nel prosieguo dell’unità, passa attraverso un’analisi della sua struttura formale e del suo significato, seguendo la Poetica aristotelica. La lezione di Vernant ripercorre così tutti gli elementi fondamentali della tragedia: la necessità che governa la dinamica delle azioni, il concetto di mimesis e di catarsi, la superiorità asserita da Aristotele, contro Platone, della poesia, che esprime una verità necessaria e universale, sulla storia, la cui verità è invece contingente e particolare, e, infine, i rischi di una interpretazione psicoanalitica e freudiana della tragedia.

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo