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Karl Otto Apel: norme universali per la coesistenza

Nel filmato, tratto dall’Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche, Karl Otto Apel (Düsseldorf, 15 marzo 1922 – Niedernhausen, 15 maggio 2017), intervistato dal giovane Vittorio Hösle, parla dei danni che le posizioni filosofiche irrazionaliste possono provocare sul terreno politico, denunciando l`insufficienza di un ritorno a Nietzsche o a Heidegger, di fronte ai problemi con cui, dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, siamo chiamati a confrontarci.

Ricorda come tra le cause che hanno portato la Germania alla catastrofe, sia necessario mettere in primo piano la regressione morale, preparata anche a livello intellettuale da filosofi come Nietzsche, che unita ai fattori di natura economica, militare e politica, potrebbe offrire una convincente spiegazione di quello che accadde.

Apel, in ordine a queste considerazioni, respinge la proposta filosofica del post-modernismo, che non ha risposte di fronte alla crisi della razionalità tecnologica e alla crisi ecologica. Al diffuso relativismo dei giorni nostri e agli appelli al dissenso d’intellettuali, come Michel Foucault o Jean François Lyotard, Apel oppone la necessità di norme universali, per esempio sui diritti dell`uomo, che siano vincolanti per tutti e rendano possibile la coesistenza di "forme di vita" diverse.

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