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Luigi Zoja: la convivenza reale

Luigi Zoja, intervistato al Festival Materadio, la festa di Radio3 del 2016 “Utopie e Distopie", parla di convivenza.

Il vivere veramente con se stessi, il cercare di essere se stessi in una società dominata sempre più dai tempi brevi e dai meccanismi di emulazione di mercato diventa sempre più difficile. Quindi scopo dell’analisi è proprio scoprire un po’ più chi siamo e stare con noi stessi.

La caduta dei tabù sulla sessualità non ha fatto diminuire il numero di nevrosi ad essa legate perché adesso c’è l’ideale, che ci propone per esempio la pubblicità virile.

E poi c’è l’intervento continuo della tecnologia che abbassa i costi di qualunque processo, allontanandoci però dalla convivenza. Io posso comunicare con gli altri anche in un altro continente a costo ormai zero senza spostarmi. Sono rimasto uno degli ultimi a sostenere che l’analisi fatta tramite Skipe non è la stessa cosa dell’analisi fatta in persona, c’è qualcosa che chiamiamo presenza umana che sfugge. Noi arriviamo a vedere con strumenti tecnologici avanzati come parti del nostro cervello, del nostro sistema nervoso si attivano con la presenza reale e si attivano molto meno con la presenza virtuale.

 

Se accettiamo che la convivenza in senso fisico venga sostituita da una presenza virtuale noi rinunciamo a una parte dei nostri vissuti profondi

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