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Marc Augé: “ La scrittura come arte dello spossessamento”

L’antropologo Marc Augé, già directeur d’études presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, intervistato al Festival della Filosofia di Modena 2017 “Le forme del creare”, parla del tema della sua lezione magistrale “ La scrittura come arte dello spossessamento”.

Augé inizia chiedendosi cos’è la scrittura e perché scriviamo. Scriviamo per essere letti almeno da un lettore e il lettore è parte di ciò che scriviamo in quanto assimila i nostri scritti. In fondo, il meglio che ogni scrittore può augurarsi è che il lettore si appropri di ciò che abbiamo scritto e questa è una “espropriazione” del nostro testo.
È un’immagine che fa da contraltare a quella del possesso, della musa che ci ispira e ci possiede. Di fatto, quando scriviamo qualcosa – del resto spesso è qualcosa di autobiografico – ci liberiamo del nostro testo che inizia a navigare da solo e va incontro ai lettori che se ne appropriano. Roland Barthes diceva che l’autore scompare. Il desiderio di ogni autore è che il proprio testo venga letto e che gli altri se ne approprino.

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