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Mauro Dorato. Il tempo presente

 

Una delle assunzioni fondamentali che il senso comune fa, è che esiste ciò che esiste nel tempo presente. Su questo principio fondamentale dell'esperienza che gli esseri umani condividono, si fondano persino delle religioni, come il buddismo, che insegna che la saggezza dell'essere umano ha a che fare con il fatto di diventare consapevoli del momento presente perché solo il momento presente è quello che ci è dato vivere.

 

Eppure attraverso la fisica noi veniamo a scoprire che il presente è qualcosa che ha a che fare con il nostro modo di percepire una realtà che invece non distingue un momento presente dall'altro. Dal punto di vista fisico, infatti, è come se tutti gli istanti di tempo fossero presenti, ognuno dalla sua prospettiva, e quindi, di fatto, nessuno è presente. Secondo la fisica il presente dipende dal fatto che l'osservatore vive, fa esperienza, di un evento, e quindi non è l'evento in sé, in modo intrinseco e indipendente da noi, a essere presente. L'essere presente, infatti, dipende da un'interazione tra presente e noi. Un po' come il solletico di cui parlava Galileo, che non è nella piuma, ma nella relazione tra la piuma e i nostri organi di senso

 

E inoltre, il senso comune ritiene in maniera piuttosto fondata di non condividere un “qui”, si ritiene cioè che ciascuno di noi occupi un luogo nello spazio, ma non c'è nulla di cui possiamo essere meno certi che del fatto che ciascuno di noi condivida un “ora”. Eppure dal punto di vista fisico non esiste un momento presente.

 

In questa intervista Mauro Dorato, filosofo della scienza, cercare di creare un'immagine unitaria tra il senso comune e la scienza, per mostrare che non c'è nessun conflitto, ma solo un conflitto apparente, cosa che dovrebbe essere compito precipuo della filosofia. Anche se, ci avverte, la scienza, da Copernico in poi, ci ha insegnato che dobbiamo considerare più importante il punto di vista scientifico rispetto alle approssimazioni del senso comune.  

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