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Parmenide: il pensiero e l`essere

Una tavola rotonda virtuale mette a confronto le posizioni di Hans-Georg Gadamer (Marburgo 1900 – Heidelberg 2002), fondatore dell’ermeneutica contemporanea, e di Vittorio Hösle (Milano, 1960), sull`identità stabilita da Parmenide (Elea, 510 a.C. ca. - 450 a.C.) tra pensiero ed essere (fr. 3 D) e sul carattere deterministico della sua dottrina.

Mentre Hösle interpreta tale identità nel senso di una equivalenza logica di pensiero ed essere (ciò che è è pensabile e ciò che è pensabile è) e al tempo stesso di una identità ontologica tra quelle due sfere (si può pensare solo ciò che è, il non essere è impensabile e indicibile), Gadamer si sofferma sul senso più proprio di noein, termine tradotto con "pensare", o "pensiero", ma che più originariamente esprime il senso di "qui c`è qualcosa", e che torna nel frammento 8D a significare la capacità dell`essere di manifestarsi in una immediatezza unica.

Emanuele Severino (Brescia, 1929), ordinario di filosofia teoretica all`Università di Venezia, parla dell`analogia tra l`ananke parmenidea e la concezione deterministica di Einstein, secondo cui, come fotogrammi in una bobina, gli eventi del cosmo sono tutti contemporaneamente presenti all`essere, il quale respinge da sé tanto il non-essere-ancora del futuro quanto il non-essere-più del passato.

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