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Pears: il gioco linguistico in Wittgenstein

Il filosofo David Pears introduce il pensiero di Ludwig Wittgenstein (Vienna, 1889-1951) relativamente alla nozione di “gioco linguistico”. Per il filosofo viennese il significato di una parola è il suo uso nel linguaggio, il quale viene considerato alla stregua di un’abilità assimilabile a un gioco in cui è consentito un numero limitato di mosse, soggette a determinate regole. In questo modo, nell’analisi della comunicazione linguistica, criteri di ordine pragmatico-esistenziale diventano prioritari rispetto a quelli prettamente logico-formali.
Wittgenstein è una delle voci più significative della filosofia contemporanea per la complessità ed eterogeneità della sua opera, che spazia dallo studio del linguaggio, della logica, della matematica e della psicologia alla meteorologia, l’ingegneria e la poesia. Figura dal difficile temperamento e dal comportamento eccentrico, fu uno degli esponenti più autorevoli del cosiddetto Circolo di Vienna, noto per l’attacco alla metafisica e per l’invito a circoscrivere la riflessione epistemologica a ciò che è empiricamente dimostrabile. “Di ciò di cui non si può parlare - scriveva Wittgenstein nel Tractatus logico-philosophicus - è necessario tacere”.

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