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Ramjee Singh: ecologia e non violenza

Il 2 ottobre 1869 nasceva a Porbandar il Mahatma Gandhi: padre della nazione indiana e della satyagraha, ossia della lotta non violenta.
Il filosofo indiano Ramjee Singh, in un'intervista dell'Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche del 1996, discute delle tematiche ecologiche, mettendole in relazione con il principio gandhiano della non violenza.
Secondo Gandhi, per non commettere violenza non basta astenersi dallo spargimento di sangue, ma è necessario evitare anche lo sfruttamento, la corruzione e tutti gli atti che compromettono l`equilibrio ecologico del pianeta. A tale proposito, gli economisti sono concordi nel prevedere una catastrofe ecologica, peggiore dell’olocausto nucleare, dovuta al progressivo assottigliamento della fascia di ozono e all`esaurimento, nel giro di cinquant’anni, delle risorse della terra. Nell’ultimo secolo, l’umanità ha consumato troppo, anche i beni delle generazioni future, e lo stile di vita consumistico, in passato prerogativa solo di pochi, è adesso una regola di vita per tutti. La terra, come affermava Gandhi, può dare abbastanza per soddisfare i nostri bisogni, ma non la nostra ingordigia.
In conclusione, secondo Ramjee Singh, le idee di Socrate e di Gandhi, sulla necessità di una vita semplice e spiritualmente intensa, costituiscono l’unica possibilità per il XXI secolo, e la piena accettazione di un nuovo stile di vita, non consumistico, è l’unica via per evitare la catastrofe ecologica.

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