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Remo Bodei: la tiepidezza della convivenza

Il filosofo Remo Bodei, intervistato al Festival della Filosofia di Modena del 2016, parla della convivenza.

Il suo ragionamento inizia con la citazione di un apologo di Arthur Schopenhauer: due porcospini in una fredda notte d’inverno si avvicinano per riscaldarsi ma si pungono e si allontanano e hanno di nuovo freddo, così cambiano posizione finché non ne trovano una intermedia, che è quella della tiepidezza.
I rapporti umani di convivenza, secondo Bodei, sono caratterizzati dalla tiepidezza: blanda ostilità e pallida simpatia. Nelle passioni che più ci coinvolgono come l’amore e l’amicizia bisogna procedere a una specie di disarmo unilaterale in cui ciascuno rinuncia all'aggressione e si espone al rischio di essere attaccato dagli altri.

Bodei cita la tesi, che da Dante a Marx sostiene che sia la scarsità dei beni a spingerci al conflitto e prefigura la concreta possibilità che oggi l’aumento della popolazione, il riscaldamento globale, l’inquinamento e soprattutto la scarsità dell’acqua costituiscano nuovi fattori di conflitto.

Nel mondo alcune civiltà si sono ignorate per millenni, per esempio quella cinese che non voleva avere contatti con le altre, ma oggi queste civiltà si incontrano necessariamente per la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa e questo porta non soltanto a un incontro ma anche a uno scontro di civiltà, di modi di pensare diversi.

L’obiettivo, secondo Bodei, è quello di trovare un sistema di integrazione, che non significa né assimilazione, cioè rendere gli altri simili a noi, né ghettizzazione, ma adattamento reciproco, tiepidezza, come nell’apologo dei porcospini.

 

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