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Umberto Galimberti: l’utopia come eredità del cristianesimo

Umberto Galimberti filosofo e psicanalista, intervistato al Festival Materadio, la festa di Radio3 del 2016 “Utopie e Distopie", parla di utopia.

Galimberti definisce l’utopia una forma laicizzata del cristianesimo, nel senso che la religione cristiana considera sempre il passato negativo e il futuro positivo. Il peccato originale è il passato (negativo), la redenzione è il futuro (la salvezza).

Questa visione ottimistica del futuro è stata recepita dalla scienza, che è profondamente cristiana, perché considera il passato ignoranza, il presente ricerca e il futuro progresso.

Anche Marx, per il quale il presente è rivoluzione e il futuro è giustizia, è cristiano e anche lo stesso Freud lo è dato che considera il passato come trauma, il presente come analisi e il futuro come guarigione.

Caduto il modello cristiano, in cui Dio garantisce la speranza del futuro, secondo Galimberti anche l’Utopia deve cedere. Se Dio è morto, anche la speranza nell’avvenire come miglioramento del passato, che ha caratterizzato tutta la cultura occidentale in quanto cultura cristiana, è finita.

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