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Parole per ferire: presentato in Parlamento l’ultimo studio di Tullio De Mauro

Parole per ferire: presentato in Parlamento l’ultimo studio di Tullio De Mauro

Parole per ferire è forse dell’ultima opera del grande linguista Tullio De Mauro scomparso il 5 gennaio di quest’anno. Una raccolta di insulti preparata per la «Commissione sull’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio», intitolata alla deputata inglese Jo Cox, contraria alla Brexit e assassinata prima del referendum britannico da un neonazista. La Commissione, istituita il 10 maggio 2016, ha condotto attività di studio e ricerca e svolto numerose audizioni. Presieduta dalla Presidente della Camera, include un deputato per ogni gruppo politico, rappresentanti di organizzazioni sopranazionali, di istituti di ricerca e di associazioni nonché esperti. Tullio De Mauro, che della Commissione è stato componente, ha offerto un autorevole e prezioso contributo attraverso la predisposizione di un inventario delle "parole d'odio" che è stato pubblicato in allegato alla Relazione finale. Lo studio di De Mauro mette in relazione le parole della nostra lingua con la scia di odio che attraversa l’intera Europa , indagando il preoccupante fenomeno del dilagare dell’ignoranza e della volgarità Dalla relazione della Commissione emerge per esempio che un cittadino italiano su quattro considera l’omosessualità una malattia, che l’Italia è il Paese europeo con il massimo tasso di ignoranza dei fenomeni migratori: la percezione di un’invasione è alimentata dal fatto che la maggioranza degli italiani crede che gli immigrati residenti siano il 30 per cento della popolazione, invece dell’8 per cento che è il dato reale. Le cause del dilagare dell’ignoranza sono da individuare anche nella cattiva informazione: impressionante è il dato sulle notizie false, le cd. “fake news “che nascono in rete e che da questa sono alimentate per diffondere odio e intolleranza.