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Giulio Cesare Vanini

Giulio Cesare Vanini (Taurisano, Lecce, 1585 - Tolosa 1619), filosofo e medico, entrato nel 1603 nell’ordine carmelitani, intraprese prima studi giuridici a Napoli e poi filosofici e teologici a Padova. Viaggiò a lungo in Europa, passando per Francia, Germania e Inghilterra, dove nel 1612 si convertì all’anglicanesimo, fede che avrebbe in seguito ripudiato. A Lione pubblicò nel 1615 L’Anfiteatro dell'eterna provvidenza, e a Parigi nel 1616 I meravigliosi segreti della natura regina e dea dei mortali, opera che inizialmente era stata approvata dalle autorità ecclesiastiche, ma che in seguito al suo grande successo editoriale fu riesaminata dall’Inquisizione e gli procurò la condanna al rogo, con le accuse di “ateismo, bestemmia empietà e altri eccessi”, in seguito a un processo farsa. Morì a Tolosa il 9 febbraio del 1619 e prima di essere arso vivo i suoi aguzzini gli strapparono la lingua, strumento con il quale aveva a loro parere “offeso Dio”.
Per tre secoli Giulio Cesare Vanini è stato un punto di riferimento per i grandi protagonisti della storia della filosofia, per alcuni un nemico da combattere, per altri invece un simbolo di battaglie fondamentali per la nascita del pensiero moderno, di democrazia e di tolleranza.
La bibliografia vaniniana conta oltre 9000 titoli, le sue opere sono state tradotte in oltre 50 lingue e il suo autore è stato considerato un precursore delle teorie darwiniane.