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La Costituzione a 70 anni dall’entrata in vigore: un patrimonio (anche) per l’italiano

Nell’ambito delle Giornate della lingua italiana (Olimpiadi di Italiano), che si sono svolte a Firenze dal 26 al 28 marzo 2018, è stato affrontato il tema della Costituzione come patrimonio linguistico oltre che come testo giuridico fondamentale, a 70 anni dalla sua entrata in vigore.
“La lingua della Costituzione” e “Genesi e attualità della Costituzione” sono state le tavole rotonde dedicate alla Legge fondamentale dello Stato. Sono interventi, tra gli altri, il linguista Francesco Sabatini, la Presidente onoraria dell’Accademia della Crusca Nicoletta Maraschio, il Presidente emerito della Corte Costituzionale Ugo De Siervo, il Professore emerito di Diritto Costituzionale Università degli Studi di Firenze Paolo Caretti, il Professore emerito di Pedagogia generale Università di Roma Tre Luciano Corradini, Federigo Bambi, docente di Storia del diritto medievale e moderno Università di Firenze e Michele Cortelazzo, docente di Linguistica italiana Università di Padova.

Il testo della Costituzione, oltre che letterariamente bello, chiaro e accessibile a tutti, è oggi considerato nel mondo un modello di scrittura normativa, che non viene purtroppo seguito, non solo dal legislatore ordinario ma anche dallo stesso legislatore costituzionale nelle leggi di revisione.

La Carta Costituzionale, recitava un odg proposto da Aldo Moro e approvato all’unanimità l’11 dicembre 1947, deve trovare “senza indugio adeguato posto nel quadro didattico della scuola di ogni ordine e grado, al fine di rendere consapevole la nuova generazione delle raggiunte conquiste morali e sociali che costituiscono ormai sacro retaggio del popolo italiano. A 70 anni da questo impegno dei Padri Costituenti si è discusso, nel bellissimo Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, del ruolo e dello spazio occupato oggi dallo studio della Costituzione nella scuola italiana.